“Eravamo diventati una grande squadra. Lo scudetto del 1970 è stato il coronamento di stagioni formidabili. La Sardegna è stata la mia isola felice. Verona, invece, è la mia casa, anche se ormai mi sono trapiantato a Cesena. Sono un filo preoccupato per entrambe. La classifica piange. Passi per il Verona: dall’inizio si sapeva che avrebbe dovuto soffrire. Il Cagliari sta facendo troppa fatica. Chissà che Diego Lopez, che ben conosce la piazza, non lo risolvi – ha dichiarato il doppio ex Pierluigi Cera a La Gazzetta dello Sport – Il Cagliari contro il Verona è favorito. Dopo il cambio di allenatore i risultati sono cambiati poco, ma in casa è sempre un’altra cosa. Inoltre, se guardiamo al talento individuale, non c’è dubbio che il Verona sconti qualcosa. L’ho visto in tv contro l’Inter. Una bella prestazione, però alla fine i punti sono rimasti zero. Peccato, perché la crescita è chiara. In avvio di campionato non si vedeva nulla di buono, adesso è diverso. Urge cambiare passo. Gli errori si pagano. Proprio per questo ritengo che il Verona debba andare oltre i propri limiti. Sebbene il Cagliari non stia bene, di uomini per risolvere la partita né a molti, a cominciare da Pavoletti. Visto quel che è successo con il Benevento? Se lo sono dimenticati un istante al 94º è ha risolto la partita. Se Pazzini giocherà, sarà un gran duello. Sono sorpreso per le sue frequenti esclusioni. Se rinunci ad una punta come lui significa che ci sono delle ragioni precise. Dai suoi gol dipende una fetta consistente delle speranze del Verona. Lo dico io, che di attaccanti me ne intendo…”