L’amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, ha parlato della lunga estate che ha coinvolto il club etneo e più in generale il calcio italiano. “Se sono scioccato da quanto avvenuto ieri? Fino a un certo punto, prendiamo atto di quanto c’è in giro. Parlo in generale, il calcio – ha detto Lo Monaco a TMW – è gestito da tantissimo tempo dai soliti noti. Va alla deriva, non c’è certezza di nulla. S’è persa anche la certezza del diritto e delle regole, possono essere bypassate dall’oggi al domani come se nulla fosse. Di conseguenza mi sorprende ma fino a un certo punto, non credevo si osasse tanto. È gravissima la posizione di Frattini, che ha espresso il dissenso pubblico per questa votazione. Lui era per la Serie B a 22 squadre, essendo un Collegio riunito ha vinto la maggioranza e lui non ha potuto far nulla. La B a 19 squadre va avanti con tanto pressappochismo, per quei 500-600mila euro in più che le squadre potrebbero ricevere annualmente, dimenticano che a 19 squadre il rischio retrocessione è più evidente rispetto che a 22. Questo si traduce in dispendio economico, quello che pensano di guadagnare lo spendono in modo diverso. I format vanno cambiati, lo sanno tutti. La Lega Pro sa che i format vanno visti e risistemati, il calcio professionistico non riesce a sostenere la quantità di squadre esistenti. Ma va fatto nei tempi giusti e nel rispetto delle regole”. A questo punto cosa ha intenzione di fare il Catania? “Non avevano calcolato che, a suo tempo, il Catania ha seguito il giusto iter. Il Collegio arbitrale ha rigettato tutti i ricorsi. Il Catania ha seguito l’iter, oggi andremo al TFN a prospettare le proprie ragioni. Il TFN deciderà se la B andrà avanti a 19 oppure va cambiata a 22 squadre. Secondo me non è finita, c’è sempre un richiamo al rispetto delle regole. Mi auguro che il TFN decida e metta la parola fine a questa querelle che ha fatto male al nostro calcio. Questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il nostro calcio è gestito sempre dagli stessi pupari. Quelli che vogliono il non governo, così governano loro. Tutto ciò è frutto del lavoro di questa gente, a partire dai risultati della nostra nazionale fino ad arrivare a quanto emerso in questa estate. Il sistema è bacato, porta allo sfacelo”. Chi può essere la figura ideale per ricoprire il ruolo di presidente Federale? “Faccio calcio da cinquantanni, a tutti i livelli. Non ho fatto solo calcio in Serie A, ma anche in B, in C e in D. Ho giocato e anche allenato, conosco questo mondo. Oggi Gravina può essere un candidato ideale, auspico che nelle sedi oppurtine le componenti che hanno manifestato compattezza nel segnalare un nome non si sgretolino. Che non vengano inventate storie strane, anche da parte dell’AIC. Spero che possa esserci un cambiamento”.