Due ricorsi al giudice sportivo, altrettanti risultati senza omologazione, un supplemento di indagini ri-chiesto “con la massima sollecitudine” alla Procura federale, alcune società che minacciano di presentare un esposto all’organo inquirente, emissari spediti in Nigeria a scovare le prove mancanti, l’Ufficio Tesseramenti della Figc chiamato in causa perché ricostruisca i passaggi del primo tesseramento di David Chidozie Okereke.La regolarità del tesseramento dell’attaccante nigeriano dello Spezia è al centro di una vicenda che ogni giorno si fa più scabrosa: partita da un “normale” ricorso al giudice sportivo per l’omologazione di un risultato (Spezia-Livorno 3-0), cui ne è seguito un altro fotocopia (Benevento-Spezia 2-3), ha presto sconfinato sul tavolo della Procura e prossimamente con ogni probabilità sfocerà in un processo dinanzi al Tribunale federale, che avrà in oggetto non più l’omologazione di un paio di risultati, ma la regolarità di tutte le partite in cui lo Spezia ha schierato il ragazzo. Un crac potenziale da 24 punti di penalizzazione – 1 per ogni gara giocata da Okereke – che sta facendo ingolosire mezza Serie B – si legge su La Gazzetta dello Sport – Secondo i magistrati spezzini, tutto ruoterebbe intorno all’Abuja Football Academy, accademia fondata in Nigeria da Volpi, dove sono transitati Okereke e gli altri ragazzini portati in Italia prima che diventassero maggiorenni, parcheggiati in club satellite (nel caso di Okereke la Lavagnese) e al compimento della maggiore età immessi nello Spezia, per poi essere venduti al miglior offerente realizzando cospicue plusvalenze. Un sistema su cui anche la Procura vuole fare luce. Innanzitutto chiarendo la questione del tesseramento. I collaboratori di Pecoraro attendono da qualche giorno che l’Ufficio tesseramenti della Figc ricostruisca tutti i passaggi che nei primi giorni di settembre del 2015 registrarono l’ingresso in Italia di Okereke come “dilettante extracomunitario mai tesserato per una federazione straniera”. È la circostanza che il Livorno contesta nel suo ri-corso, firmato da Mattia Grassani: l’anno prima il ragazzo partecipò con l’Abuja al torneo di Rijeka, club croato sempre della galassia di Volpi, che imponeva tra i requisiti per la partecipazione un regolare tesseramento per la propria Federazione di appartenenza. E se era effettivamente tesserato, non poteva “entrare” in Italia in quelle modalità, dunque il suo tesseramento da allora sarebbe irregolare, come il suo impiego in gare ufficiali. Un bel ginepraio, cui lo Spezia, assistito da Eduardo Chiacchio, oppone il visto di esecutività effettivamente rilasciato dalla Lega di B, in forza del quale Okereke avrebbe avuto tutto il diritto di giocare. Okereke comunque non è l’unico giocatore della Serie B in questa posizione. Tanto per fare un altro nome, l’attaccante del Perugia Sadiq ha fatto la stessa trafila, dall’Abuja (passando per il torneo di Rijeka), alla Lavagnese, allo Spezia, al calcio dei grandi. Al rientro dalla sosta, il 30 marzo, il Perugia ospita il Livorno: ci prepariamo a un altro ricorso?