“Quanti tatuaggi ho? Non saprei dire quanti sono. Ma da quando sono a Verona non ne ho ancora fatto uno. Verona oggi ai playoff? Piano, siamo ad appena due punti dal Frosinone e mancano 11 partite alla fine. Forse qualcuno si aspettava che solo perché ti chiami Verona devi ammazzare il campionato. Ma la serie B è lunga, dura e non sempre se sei il più forte vinci. Su 42 giornate ci sono per forza anche alti e bassi, vale la pena ragionare partita dopo partita e non fare calcoli. L’importante è mantenere il gruppo unito ed è quello che sta capitando a Verona anche in questo periodo difficile. Un gol subito nelle ultime quattro partite? Io faccio il difensore, ma credo sia ingiusto parlare di meriti o colpa di un singolo reparto. La fase difensiva coinvolge tutti gli 11 in campo e credo stia funzionando bene da inizio anno. Se andiamo a vedere, solo volte abbiamo subito più di due gol, contro Novara e Cittadella. Gare in cui ci sono stati episodi particolari – ha dichiarato il difensore dell’Hellas Verona, Antonio Caracciolo, a La Gazzetta dello Sport – Cosa è cambiato dopo i ko contro Novara e Cittadella? Dopo la gara contro il Cittadella, grazie a Pecchia, abbiamo apportato alcuni accorgimenti sulle palle ferme. Oggi siamo sicuramente più attenti. Pisa peggior attacco del campionato? Calma. Peggior attacco, ma anche miglior difesa. Sono sicuro che non sarà semplice, il Pisa assomiglia al suo allenatore, alla cattiveria che aveva Gattuso in campo, in più è molto organizzato. Davanti poi hanno cambiato qualcosa dall’andata: Manaj per esempio è un giovane molto interessante, lo stiamo studiando per bene. Pazzini di un’altra categoria? Assolutamente. E non lo vedi soltanto dai gol, ma dalle piccole cose. Come si muove per aiutare la squadra, come difende la palla o si prende fallo nei momenti in cui sei in sofferenza. Sì, con la B c’entra poco e nelle ultime due partite c’è mancato molto, anche se Cappelluzzo è Ganz hanno fatto più che loro dovere – continua Caracciolo – Spal sorpresa del campionato? E chi se l’aspettava? Io no. Anche perché all’andata in casa loro avevamo vinto 3-1. Al ritorno, però, mi sono accorto che la loro forza. E poi in attacco non Floccari e Antenucci coppia mica da ridere per la B. Petagna ha detto che mi aspetta in Serie A? Non sono ossessionato da debuttare in A, ho ancora 26 anni. Ma lo vorrei fare il prima possibile con il Verona: il nostro traguardo è la promozione, inutile nascondersi. Io da ex a Brescia? Sapevo non sarebbe stato facile. Le due tifoserie non hanno buoni rapporti e io a Brescia ci ho giocato tre anni. Nei primi 20 minuti il pubblico fischiava ogni volta che toccavo palla, ma non sono tipo da farsi condizionare. Abbiamo vinto 1-0, mi basta così”.