“Io capitano quando manca Pazzini? Sento la responsabilità. Sappiamo cosa vuol dire mettere questa maglia, sappiamo che dobbiamo risalire in Serie A e trasmettiamo ai nuovi giocatori queste motivazioni. La Serie B è sempre difficile ma noi siamo il Verona e chi gioca contro di noi cerca di fare la partita più importante, quindi solo con un gruppo solido che esalti le individualità si potrà andare lontano. Se potevo rimanere in Serie A? Sì, un paio di opportunità ci sono state. Però alla fine mi è bastato cominciare il ritiro e conoscere l’ambiente che si stava creando per rimanere. A vita? Speriamo, ma credo che sia presto ora per parlare del fine carriera – ha dichiarato il difensore dell’Hellas Verona, Antonio Caracciolo, a La Gazzetta dello Sport – Il gol al Milan? Ricordo di più la prima da capitano. Adesso ho un’altra priorità. Non penso più solo a me stesso, adesso viene prima di ogni cosa Enea. Come mi trovo con Marrone? Bene. Lui nasce centrocampista ma da qualche anno gioca dietro, è bravo anche in fase di impostazione. Bentegodi ancora un po’ freddo dopo la retrocessione? Sta a noi cercare di ricreare l’entusiasmo con risultati e prestazioni. Comunque il sostengo lo sentiamo ed è conseguenza di ciò che facciamo. Quattro vittorie e un pareggio, ottima partenza? Possiamo migliorare tanto. Non siamo ancora entrati nei meccanismi di Grosso. Il campionato è tosto, essere partiti così non mi ha sorpreso e ci ha dato più consapevolezza del nostro potenziale. Gli attaccanti più difficili da marcare? I più forti li abbiamo noi. Rivali per la promozione? Benevento e Palermo, poi il Crotone. E la solita sorpresa. Vietato abbassare la guardia, ci sono meno partite, bisogna sbagliarne il meno possibile”.