“Fra gli allievi di Trapattoni credo che Mandorlini sia quello che gli somiglia di più. O meglio, che ha preso di più dal nostro maestro. Nella mentalità, anzitutto. Andrea organizza una squadra molto raccolta ma pronta a catapultarsi in avanti per prendere d’infilata l’avversario. Un atteggiamento tradotto in un 4-3-3 che spesso diventa 4-5-1. E la presenza di Toni in questo assetto è fondamentale e la sua assenza spiega molto delle attuali difficoltà. Ma la carenza più grossa – spiega Bergomi a La Gazzetta dello Sport – è legata alla tenuta del risultato. Se le partite fossero di 60′, il Verona sarebbe in testa”.