Lo storico ex giocatore e allenatore dell’Hellas Verona, Osvaldo Bagnoli, analizza la nuova Serie A ed il calcio italiano.

“Faccio una premessa: ho ottant’anni e un po’ mi perdo nel pallone d’oggi. Però è bello vedere squadre come il Chievo, che sta facendo più del normale, e il Torino comandare la classifica. E poi leggo di un mare di nuovi acquisti, li leggo e rileggo, ma non mi lasciano nulla dentro. Vedo la Juventus che ha cambiato molto, l’Inter che ha optato per la rivoluzione con dieci arrivi eccetera eccetera – ha raccontato Bagnoli a Tuttosport – Prima, li conoscevo bene tutti, i giocatori. Ma qui in Italia piombavano Maradona, Zico, Platini, Gullit, Van Basten, Junior, Krol e via discorrendo. Non avevi bisogno di informarti. Adesso, invece, devo chiedere, perché ci sono squadre con 11 stranieri e rose infinite. Ma chi è quello lì? Chi è quello là? Questo per dire che non siamo più il campionato più bello del mondo e che l’invasione non è proprio di qualità. E per me stare al passo con i tempi è difficile Il segreto del successo del mio Verona? L’armonia del gruppo, non certo il sottoscritto. Noi cambiammo solo due giocatori, gli stranieri Briegel ed Elkjaer appunto, confermando tutti gli italiani. Ventura? Un maestro. Lo conosco, l’ho visto lavorare bene in tante squadre. Dà quel senso di continuità che è fondamentale, essendo su quella panchina dal 2011. Mi piacerebbe una sorpresa. La Juve ha perso le prime due e non era mai successo. Ma i bianconeri restano favoriti. E poi la Roma, anche se vista al Bentegodi non mi ha impressionato più di tanto. Le milanesi sono una babele: difficile capire adesso”.