“All’inizio la squadra giocava benissimo e otteneva delle grandi vittorie. Sembrava che tutto fosse facile. Poi, invece, alcune cose sono andate per il verso sbagliato. Adesso si è fatta più dura. Occorre un’inversione di marcia e il tempo che rimane è poco. Ci sono sette giornate davanti, non è troppo tardi per recuperare ed essere promossi – ha dichiarato Osvaldo Bagnoli a La Gazzetta dello Sport – Se sarà corsa a tre? Questo sostiene la classifica. Mi farebbe piacere se l’Hellas andasse in A con la Spal. A Ferrara ho giocato tre anni. Ho splendidi ricordi. Paolo Mazza, il presidente, è stato un uomo eccezionale. L’Hellas Verona per essere promosso deve puntare sull’unione del gruppo. Da tecnico quel che più mi premeva era che ci fosse armonia tra i giocatori. Mantenendo sempre intatto lo spogliatoio tutto risulta più agevole – spiega lo storico ex giocatore e allenatore gialloblù – Pecchia? Non mi permetto di giudicare un allenatore. Mai mi azzarderei a parlare di un tecnico. Pazzini? È un attaccante forte, uno che segna tanto. Ed è fondamentale. Però non chiedetemi se l’avrei voluto in una mia squadra. Vale il discorso che ho fatto prima: il mondo è cambiato. Appuntamento al Bentegodi contro il Cittadella? Io ho la pelle gialloblù. L’unica cosa che mi crea dei grattacapi sono le partite delle 12.30, perché in quei casi io posso andare allo stadio, ma mia moglie no. Visto che con il Cittadella si gioca alle 15, di problemi non ce ne saranno”.