L’azionista e membro del Cda dell’Ascoli Gianluca Ciccoianni ha seguito dalla tribuna dello stadio "Bentegodi" il match pareggiato 1-1 dalla squadra di Vincenzo Vivarini contro l’Hellas Verona nella 29esima giornata del campionato di Serie B. “L’Ascoli, come fa sempre, si è giocato la gara a viso aperto, partendo molto bene e trovando il vantaggio dopo appena 10 minuti. Abbiamo avuto subito due occasioni per raddoppiare con Rosseti e Addae. Poi il Verona, che una un organicco di altissimo livello, ha avuto una preventivabile reazione che si è concretizzata con il gol di Pazzini – ha dichiarato oggi Ciccoianni a Picenotime.it -. Ma l’episodio che ha cambiato radicalmente il corso della partita è avvenuto al 26′ minuto, quando noi eravamo in vantaggio per 1-0. Mi riferisco al durissimo intervento falloso di Marrone sulla corsia laterale ai danni di Rosseti, che è stato solamente sanzionato con un cartellino giallo dall’arbitro Pillitteri quando anche noi dalla tribuna abbiamo avuto subito l’impressione che si trattasse di un fallo da espulsione diretta. In quel frangente l’Ascoli ha subito un triplo danneggiamento: l’infortunio alla caviglia di Rosseti che, da migliore in campo fino a quel momento, è stato costretto ad abbandonare la gara, all’allontanamento dal rettangolo di gioco di mister Vivarini fino alla mancata espulsione di Marrone che ci avrebbe permesso di giocare un tempo e mezzo con l’uomo in più, con l’esito della gara che sarebbe potuto essere diverso – ha aggiunto l’azionista bianconero -. Noi abbiamo finora mantenuto un certo stile in merito agli episodi arbitrali, non abbiamo mai alimentato polemiche e non siamo mai andati sopra le righe. Però è opportuno ricordare che per la terza volta abbiamo subito un infortunio serio ai danni di un nostro attaccante con evidenti conseguenze tecniche e patrimoniali. Partiamo dalla frattura all’avambraccio sinistro di Ardemagni causata da un intervento rude di Di Tacchio allo stadio "Arechi" di Salerno con il nostro centravanti rimasto ai box per circa due mesi, passando per il colpo alla testa subito a gioco fermo da Beretta nella gara interna con il Foggia con il giocatore costretto a lasciare il campo in barella, arrivando infine a quanto successo ieri al "Bentegodi" con Rosseti. Senza dimenticare, inoltre, il bruttissimo fallo nella scorsa stagione di Nzola in Carpi-Ascoli 4-2 sanzionato solamente con un cartellino giallo… Questi sono fatti. I nostri giocatori, quando hanno commesso qualcosa di poco corretto in campo nel corso di questo campionato, sono stati sempre puniti pesantemente, basti pensare alle tre giornate di squalifica inflitte a Ninkovic, a Padella con la prova tv e recentemente a Ganz. Riscontriamo, purtroppo, un livello assai basso da parte della classe arbitrale, davvero un peccato se consideriamo che il campionato di Serie B a 19 squadre è diventato ancor più competitivo ed ogni partita può risultare fondamentale, soprattutto ora che siamo entrati nella fase decisiva della stagione. Dal punto di vista regolamentare c’è qualcosa che non torna, ci chiediamo quali siano le reali funzioni del guardalineee e del quarto uomo e quanto possano influire sulla decisione dell’arbitro, soprattutto in caso di errore evidente. Mi ricordo, ad esempio, in un Lecce-Ascoli 0-0 in Serie A dell’11 Settembre 2005, che il quarto uomo Ayroldi trasformò in espulsione un’ammonizione comminata dal direttore di gara Romeo al difensore bianconero Tosto per un fallo su Cozzolino lanciato a rete, eravamo poco dopo la mezzora del primo tempo. Dispiace soprattutto per Rosseti, che al pari di Beretta stava vivendo un grande periodo di forma e che ieri invece è uscito dallo stadio con le lacrime agli occhi e con una caviglia gonfia, una situazione da monitorare in vista delle prossime partite e che oggettivamente ci arreca un danno. Come Società ci faremo legittimamente sentire nelle sedi opportune, senza piagnistei e senza voler creare alibi, non ricorrendo ovviamente alla scrittura di lettere da inviare a Lega e Figc come qualcuno ha invece fatto di recente…".