”Serve soprattutto avere le certezze da un punto di vista medico che sono la cosa più importante. I tempi che noi ci aspettiamo, e di cui abbiamo bisogno, sicuramente non coincidono con gli attuali tempi delle risposte da parte della scienza e quindi speriamo di poter accelerare nelle prossime settimane”.

“Quello che abbiamo chiesto, anche nell’ultima versione del protocollo, è che ci sia non solo l’uniformità di applicazione, ma soprattutto un organo di controllo che possa dare a tutti le stesse garanzie di sicurezza”.

“Sono necessarie minimo 4 settimane di allenamento prima di poter riprendere il campionato. Ci sono altri sport che ragionano sulle 6 settimane, però sicuramente le 4 settimane servono e solo così si possono limitare gli infortuni che sono sempre dietro l’angolo e in questo momento ancora di più”.

“Non dobbiamo porci un limite di data se vogliamo essere in grado di ripartire bene. Le 4 settimane non devono essere viste come un problema ma come necessarie per poter svolgere le partite, lo abbiamo sempre saputo e abbiamo sempre ragionato su questa tempistica. La realtà è che tutti non vedono l’ora di scendere in campo e di tornare a fare quello che è il loro lavoro. Fare allenamento e prepararsi perché, a prescindere dalla ripresa o meno del campionato, per un atleta professionista rimanere fermo per lungo tempo è sicuramente un problema. È ovvio che arriverà un momento in cui una data dovrà essere fissata, ad oggi non c’è, quindi inevitabilmente bisognerà calcolare da quel momento quante settimane ci vorranno” ha dichiarato a Rai Sport il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi.