Dopo 15 mesi il caso Toni finisce definitamente in soffitta. Gli otto tifosi avellinesi – ai quali nei mesi scorsi erano già stati revocati i Daspo (divieto di assistere alle manifestazioni sportive) – indagati con le accuse di danneggiamento e violenza privata e di favoreggiamento possono finalmente gioire grazie all’archiviazione delle indagini disposta dal Gip del Tribunale di Avellino Giovan Francesco Fiore su richiesta del pm Luigi Iglio. Tutte nacque l’11 febbraio di un anno fa, poco prima del fischio d’inizio di Avellino-Verona, quando l’auto a bordo della quale viaggiavano il presidente degli scaligeri Maurizio Setti e l’ex Campione del Mondo Luca Toni fu raggiunta da un oggetto che mandò in frantumi un finestrino. Da lì inizio il calvario degli otto ultras biancoverdi difesi dagli avvocati Costantino Sabatino e Fabio Tulimieri, i quali nell’udienza di un anno fa insistettero sull’archiviazione per evitare il processo ai loro assistiti – si legge su irpinianews.it – In quella sede, il Gip Fiore arrivò ad escludere la colpevolezza degli indagati per il reato di danneggiamento e violenza privata, ma allo stesso tempo introdusse l’accusa di favoreggiamento a loro carico disponendo ulteriori quattro mesi di indagini. Accusa decaduta grazie al confronto tra gli interrogatori degli indagati e le dichiarazioni dei testimoni (non essendo disponibili filmati di telecamere di videosorveglianza). Gli otto tifosi non si sono effettivamente resi conto di chi abbia colpito l’auto dirigenziale dell’Hellas Verona. La Curva Sud può dunque esultare e nelle prossime ore dovrebbe diramare un comunicato a margine della vicenda. Terminato il calvario, ora si penserà esclusivamente alla partita con lo Spezia di venerdì sera nella bolgia del Partenio-Lombardi.