”Il CTS ha detto no alla riapertura al 25% dei tifosi e siamo allineati a questa decisione. Sappiamo comunque che gradualmente ci possiamo arrivare, non vogliamo un trattamento privilegiato ma possiamo distanziare le persone negli stadi e dobbiamo farlo. A Budapest in Supercoppa sono entrati 16.000 spettatori e il pubblico è stato gestito bene. Si può fare, stando attenti alle regole. Possiamo partire con una percentuale inferiore al 25% e poi salire piano piano. Quanto ha pesato la pandemia sul bilancio della Lega Serie A? Come sappiamo tutti siamo abituati a rivedere le stime. Ad oggi il danno è superiore a 500 milioni di euro, un numero grandissimo. Questo danno si ripercuote anche sulle Serie minori. La Serie A ha un miliardo e 400 milioni di ricavi dai diritti televisivi, i costi dei giocatori, tra stipendi e altro, è equivalente. Il sistema è prossimo a un rischio grosso di collasso, non vanno sottovalutate le richieste di aiuto: il calcio è al centro del tempo libero degli italiani e va protetto. Lo spettacolo che stiamo vedendo sta crescendo. Se i 20 club faranno una media company per i diritti tv sarà una rivoluzione importante, vogliamo tornare a brillare come prima stella del calcio europeo, dobbiamo introdurre capitali privati con minimi garantiti. Alla fine della crisi potremmo essere più vicini al calcio inglese. Cosa mi aspetto dal prossimo rinnovo dei diritti televisivi? La situazione è complessa, Sky e DAZN sono importanti e avremo sorprese positive, nonostante non ci sia una concorrenza forte, come era in passato Mediaset. Amazon e Netflix possono entrare, spero in un nuovo scenario competitivo. Il calcio può essere un elemento attrattivo per molti, spero che sia il prodotto con cui le telefoniche potranno entrare in gioco. Come deve essere il rapporto tra i club e i tifosi? Il calcio sta evolvendo e vuole avere una relazione quotidiana con i tifosi. I club vogliono conoscerli e l’obiettivo è creare un gruppo di sostenitori vicini alla squadra che non si consumi solo nelle 38 giornate. I social sono molto importanti, i tifosi devono sentirsi parte attiva di un club. Se sono sostenibili i contratti milionari delle stelle del calcio? Si parla sempre di Salary Cap nel calcio. Non è semplice, anzi, tutto il contrario. Tutti i Paesi però devono remare dalla stessa parte. Dobbiamo cercare di affrontare. Penso alla battaglia che sta facendo Commisso, che cerca di dare un contributo di spinta. Le soprintendenze non devono bloccare la ristrutturazione del Franchi, mi auguro avvenga. Non possiamo restare bloccati. Abbiamo bisogno di grandi impianti che riescano a esaltare la prestazione dei nostri protagonisti. Senza gli stadi non esistono ricavi e senza ricavi non riusciremo a mantenere il nostro calcio su un certo livello“ ha dichiarato a Radio Anch’io Sport, l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo.